100 Città Contro Lombroso

Cesare LombrosoForse c’è ancora un briciolo di verità in quel “fratelli” del nostro inno.
Quando anche quel Nord tipicamente Leghista si scaglia, finalmente, contro uno pseudo-scienziato come Lombroso, vieni inevitabilmente colpito da una ventata di ottimismo, scoprendoti un po’ più orgoglioso di questa Nazione non del tutto perduta.

NAPOLI – C’è il profondo sud di Scanzano Jonico, Aversa, Altavilla Milicia. Ma ci sono anche le ex roccaforti lumbard di Lecco, Cassago Brianza, Garlate, Malgrate e Mandello del Lario. Sono tra i 60 comuni italiani aderenti al comitato scientifico “No Lombroso”, che si batte per la rimozione ufficiale delle teorie di Cesare Lombroso dai libri di testo e la soppressione dei luoghi pubblici intitolati al medico-criminologo, autore della teoria del “delinquente nato” e di quella sull’inferiorità antropologica dei meridionali. […]

Fonte: ilDesk.it

Crepe sulla “Città-Vetrina”: Rifiuti ai Quartieri (e non solo)

Rifiuti ai QuartieriLa città-vetrina. Un concetto semplice, non sempre condivisibile, ma indispensabile per una città che vuole ripulire la propria immagine. E quando la città in questione è Napoli, di per sé una cartolina, ricca di simboli potentissimi, tale concetto, in seguito ai noti danni d’immagine, diventa una vera e propria necessità.
I servizi vengono centralizzati in un’area particolare della metropoli, magari il Centro Storico, o la strada principale, nell’ottica di avere un luogo sempre accogliente e con buoni servizi per cittadini e, nel nostro caso e soprattutto, turisti.
Certo, questo potrebbe comportare alcuni disagi nei quartieri più decentrati, fuori dalla “vetrina”, ma, vista la situazione, l’immagine da ripulire, il cittadino sospira e, per amore della propria città, accetta il compromesso. E non può che essere d’accordo.

A patto che tale concetto venga applicato.

Non c’è quindi da sorprendersi se sono ormai in maggioranza i Napoletani che, del sindaco De Magistris, non vogliono più sentirne parlare. Se, infatti, da un lato, l’ex-magistrato ha innegabilmente tentato di rilanciare l’immagine della città Partenopea con eventi di ogni genere, dall’altro, non è riuscito ad ultimare quell’idea di “vetrina” che, paradossalmente, gli è stata invece criticata fin dalla pedonalizzazione del Lungomare.

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Pomigliano d’Arco: Proteste di una Città senza Sindaco

In occasione del super-sciopero Europeo, numerosi cortei hanno percorso le strade delle principali città Italiane. Degna d’attenzione è la tanto discussa realtà di Pomigliano d’Arco, simbolo indiscusso degli anacronismi “sociali” di Marchionne, dove la sola CGIL con operai, studenti ma anche insegnanti sono scesi in piazza per urlare il loro sdegno, con attacchi in particolare contro i recenti comportamenti del Ministro Fornero. Già noti gli interventi di Rodotà e Landini, entrambi non particolarmente ottimisti sull’uscita dal “tunnel” della crisi nel 2013. In mattinata, invece, un rapido intervento di Vendola davanti allo stabilimento. Tra mito e leggenda la breve presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il tempo di pedonalizzare tutto e tornarsene a Palazzo San Giacomo. Grande assente è stato, invece, proprio il primo cittadino di Pomigliano, colui che definì la FIOM come “rovina dell’Italia”Raffaele ‘Lello’ Russo, PDL e notoriamente pro-Marchionne.

TGR Piemonte: Razzismo e Scuse

Un servizio che fa discutere, quello mandato in onda, il 20 Ottobre 2012, dal TGR del Piemonte. Un giornalista, dopo che un tifoso bianconero, da lui intervistato, gli ha fatto notare come i Napoletani “sono ormai dappertutto“, suggerisce che sarebbe possibile riconoscerli “dalla puzza“. Una caduta di stile che non è certo passata inosservata al popolo del web ed ai Napoletani stessi, non certo solo tifosi della squadra azzurra. Dopo la denuncia, arrivano le scuse della Rai, mentre il Comitato di Redazione del TG ‘incriminato’ rimprovera apertamente il giornalista ‘colpevole’:

Il collega protagonista dell’episodio ha riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio. Il tentativo di ironizzare sugli aspetti più beceri del tifo da stadio si è trasformato in una battuta infelice per la quale è giusto chiedere scusa. Neppure lontanamente l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo può essere accostata a valori che non siano quelli della solidarietà e del rispetto tra le persone.

Vedi anche:

Party al Palazzo con De Martino

Dopo aver perso l’occasione per chiedere scusa al prete anti-roghi, il Prefetto di Napoli,
Andrea De Martino, scuote nuovamente l’opinione pubblica. FanPage, popolarissimo giornale online (che ha sede nel capoluogo campano), ha pubblicato una foto (con articolo) nella quale sono visibili una manciata di auto blu parcheggiate, in sosta selvaggia, nella pedonale Piazza del Plebiscito, appena davanti al grande Palazzo Reale.

È venerdì 19 ottobre, in piazza Plebiscito, a Napoli, c’è uno strano via-vai di automobili. Strano perché la piazza è da oltre quindici anni chiusa al traffico veicolare. Che ci fa quella schiera di vetture parcheggiate sotto Palazzo Reale? La foto di Fanapage.it documenta questa circostanza. Qualche ora dopo sono due esponenti del partito politico dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e Carmine Attanasio a denunciare pubblicamente cos’è accaduto: c’è stata la festa d’addio di Andrea De Martino, il prefetto di Napoli che fra qualche giorno andrà in pensione.

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Signori si Nasce, Prefetto De Martino…

Scena imbarazzante quella segnalata da Angelo Forgione sul suo noto Blog. Mentre un prete espone i noti problemi legati ai rifiuti tossici ed ai rispettivi roghi-tumori, il prefetto De Martino sbotta e rimprovera l’uomo di chiesa per avere chiamato un prefetto-donna “Signora”. Una scena a mio parere scoraggiante: un persona come De Martino, che ostenta un comportamento (a mio parere) bigotto ed una presunzione disarmante, specialmente considerate le problematiche di cui si stava parlando, forse non è per nulla adatta a ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato…

Modus Vivendi e Discutibile Giornalismo


Nei pressi di Piazza Bovio è accaduto un fatto abbastanza imbarazzante: un ragazzino, più o meno di 12 anni, ha “sparato”, con una pistola giocattolo, ad un extracomunitario, Willy, noto “artista di strada” del capoluogo, sotto gli occhi divertiti dei clienti del Bar davanti al quale è avvenuto tale episodio.

Chi sia questo bambino, al momento, non ci è dato saperlo. Sarà il figlio di un boss? Un ragazzino irrequieto che si diverte, come tanti suoi coetanei nel mondo, ad usare pistole giocattolo? Matteo Renzi senza travestimento?
Qualunque siano le risposte a queste domande, ciò non toglie che si tratta di un episodio che fa discutere.
Come fa discutere, ancora una volta, l’inusuale metro di giudizio adoperato quando si parla di Napoli, in questo caso tramite il Corriere del Mezzogiorno, principale diffusore della notizia. Dall’articolo, non a sorpresa, il comportamento del ragazzino viene interpretato come una sorta di modus vivendi della città intera mentre, in qualunque altra zona d’Italia, sarebbe stato stigmatizzato il comportamento del singolo.

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