La Campania “indifferente” denuncia lo scempio dei rifiuti tossici già dal 1988.

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Nessuna risposta dalle istituzioni: solo prese per i fondelli e bugie. Così, a distanza di quasi 20 anni, si può dare, ancora una volta, la colpa ai Campani, i soliti omertosi che si piangono addosso. O no?

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Schiavone: «In 20 anni saranno tutti morti»

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Circa 50 pagine, fino ad oggi top secret, di confessioni e rivelazioni circa il grande scempio che si sta consumando tra l’Agro Nolano e la Terra di Lavoro. Le falde acquifere, si lascia intendere, sono già contaminate e gli abitanti della zona, nel giro di 20 anni, ne sentiranno i disastrosi effetti sulla propria salute.

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“Stili di vita scorretti”, affermava, con poco tatto, la Lorenzin.
L’ennesima presa per il culo ai nostri danni.
E, anche stavolta, proveranno a farci passare come quel popolo omertoso che fa sempre finta di non vedere, benché la realtà sia completamente diversa.

La pagheranno cara.

Crepe sulla “Città-Vetrina”: Rifiuti ai Quartieri (e non solo)

Rifiuti ai QuartieriLa città-vetrina. Un concetto semplice, non sempre condivisibile, ma indispensabile per una città che vuole ripulire la propria immagine. E quando la città in questione è Napoli, di per sé una cartolina, ricca di simboli potentissimi, tale concetto, in seguito ai noti danni d’immagine, diventa una vera e propria necessità.
I servizi vengono centralizzati in un’area particolare della metropoli, magari il Centro Storico, o la strada principale, nell’ottica di avere un luogo sempre accogliente e con buoni servizi per cittadini e, nel nostro caso e soprattutto, turisti.
Certo, questo potrebbe comportare alcuni disagi nei quartieri più decentrati, fuori dalla “vetrina”, ma, vista la situazione, l’immagine da ripulire, il cittadino sospira e, per amore della propria città, accetta il compromesso. E non può che essere d’accordo.

A patto che tale concetto venga applicato.

Non c’è quindi da sorprendersi se sono ormai in maggioranza i Napoletani che, del sindaco De Magistris, non vogliono più sentirne parlare. Se, infatti, da un lato, l’ex-magistrato ha innegabilmente tentato di rilanciare l’immagine della città Partenopea con eventi di ogni genere, dall’altro, non è riuscito ad ultimare quell’idea di “vetrina” che, paradossalmente, gli è stata invece criticata fin dalla pedonalizzazione del Lungomare.

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Pomigliano d’Arco: Proteste di una Città senza Sindaco

In occasione del super-sciopero Europeo, numerosi cortei hanno percorso le strade delle principali città Italiane. Degna d’attenzione è la tanto discussa realtà di Pomigliano d’Arco, simbolo indiscusso degli anacronismi “sociali” di Marchionne, dove la sola CGIL con operai, studenti ma anche insegnanti sono scesi in piazza per urlare il loro sdegno, con attacchi in particolare contro i recenti comportamenti del Ministro Fornero. Già noti gli interventi di Rodotà e Landini, entrambi non particolarmente ottimisti sull’uscita dal “tunnel” della crisi nel 2013. In mattinata, invece, un rapido intervento di Vendola davanti allo stabilimento. Tra mito e leggenda la breve presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il tempo di pedonalizzare tutto e tornarsene a Palazzo San Giacomo. Grande assente è stato, invece, proprio il primo cittadino di Pomigliano, colui che definì la FIOM come “rovina dell’Italia”Raffaele ‘Lello’ Russo, PDL e notoriamente pro-Marchionne.

Signori si Nasce, Prefetto De Martino…

Scena imbarazzante quella segnalata da Angelo Forgione sul suo noto Blog. Mentre un prete espone i noti problemi legati ai rifiuti tossici ed ai rispettivi roghi-tumori, il prefetto De Martino sbotta e rimprovera l’uomo di chiesa per avere chiamato un prefetto-donna “Signora”. Una scena a mio parere scoraggiante: un persona come De Martino, che ostenta un comportamento (a mio parere) bigotto ed una presunzione disarmante, specialmente considerate le problematiche di cui si stava parlando, forse non è per nulla adatta a ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato…

Fogne che fanno Acqua

Ritorno dopo mesi di assenza, atteggiandomi a tuttologo.
Come ben sapete, ieri mattina (Venerdì 12 Ottobre, 2012), la nostra città è stata colpita da un violento nubifragio, causando notevoli disagi alla circolazione e non solo. Come accaduto in passato, un paio di Stazioni (della Metropolitana) si sono allagate, causando l’arresto dei servizi; a questo si è aggiunto un black-out che ha colpito, a macchia di leopardo, diverse zone del capoluogo. Da segnalare, inoltre, come l’ironia non si sia fatta attendere, con fotomontaggi, riferimenti sarcastici al #Lungomareliberato et similia.

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Giorgio Bocca ed il Sud-belva


L’ultima sparata dello pseudo-intellettuale più sopravvalutato del mondo, Giorgio Bocca, lascia ben intendere la sua mentalità becera, provinciale, troglodita e palesemente opportunista. Questo sciacallo parassita vomita ancora una volta il suo odio (non più tanto mascherato da “analisi”) nei confronti del Sud: Napoli è un cimiciaio e Palermo puzza di marcio; lo “scrittore” non si ferma qui, come farebbe ogni mammifero con un briciolo di dignità e morale: considera belve gli abitanti del Meridione e paragona se stesso quasi ad un “cacciatore” di notizie “grosse” che solo noi bestie “terrone” possiamo partorire, causa la nostra società degradata: grazie a noi mostri del Sud egli troverà sempre qualcosa su cui scrivere. Ma Bocca subito afferma che non c’è alcuna forma di “gratitudine” nelle sue parole: lui che ha scritto, ai limiti del vero, sulla nostra pelle, non può provare nulla per noi meridionali; i cacciatori non fraternizzano con le belve (a suo dire).

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