100 Città Contro Lombroso

Cesare LombrosoForse c’è ancora un briciolo di verità in quel “fratelli” del nostro inno.
Quando anche quel Nord tipicamente Leghista si scaglia, finalmente, contro uno pseudo-scienziato come Lombroso, vieni inevitabilmente colpito da una ventata di ottimismo, scoprendoti un po’ più orgoglioso di questa Nazione non del tutto perduta.

NAPOLI – C’è il profondo sud di Scanzano Jonico, Aversa, Altavilla Milicia. Ma ci sono anche le ex roccaforti lumbard di Lecco, Cassago Brianza, Garlate, Malgrate e Mandello del Lario. Sono tra i 60 comuni italiani aderenti al comitato scientifico “No Lombroso”, che si batte per la rimozione ufficiale delle teorie di Cesare Lombroso dai libri di testo e la soppressione dei luoghi pubblici intitolati al medico-criminologo, autore della teoria del “delinquente nato” e di quella sull’inferiorità antropologica dei meridionali. […]

Fonte: ilDesk.it

TGR Piemonte: Razzismo e Scuse

Un servizio che fa discutere, quello mandato in onda, il 20 Ottobre 2012, dal TGR del Piemonte. Un giornalista, dopo che un tifoso bianconero, da lui intervistato, gli ha fatto notare come i Napoletani “sono ormai dappertutto“, suggerisce che sarebbe possibile riconoscerli “dalla puzza“. Una caduta di stile che non è certo passata inosservata al popolo del web ed ai Napoletani stessi, non certo solo tifosi della squadra azzurra. Dopo la denuncia, arrivano le scuse della Rai, mentre il Comitato di Redazione del TG ‘incriminato’ rimprovera apertamente il giornalista ‘colpevole’:

Il collega protagonista dell’episodio ha riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio. Il tentativo di ironizzare sugli aspetti più beceri del tifo da stadio si è trasformato in una battuta infelice per la quale è giusto chiedere scusa. Neppure lontanamente l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo può essere accostata a valori che non siano quelli della solidarietà e del rispetto tra le persone.

Vedi anche:

Modus Vivendi e Discutibile Giornalismo


Nei pressi di Piazza Bovio è accaduto un fatto abbastanza imbarazzante: un ragazzino, più o meno di 12 anni, ha “sparato”, con una pistola giocattolo, ad un extracomunitario, Willy, noto “artista di strada” del capoluogo, sotto gli occhi divertiti dei clienti del Bar davanti al quale è avvenuto tale episodio.

Chi sia questo bambino, al momento, non ci è dato saperlo. Sarà il figlio di un boss? Un ragazzino irrequieto che si diverte, come tanti suoi coetanei nel mondo, ad usare pistole giocattolo? Matteo Renzi senza travestimento?
Qualunque siano le risposte a queste domande, ciò non toglie che si tratta di un episodio che fa discutere.
Come fa discutere, ancora una volta, l’inusuale metro di giudizio adoperato quando si parla di Napoli, in questo caso tramite il Corriere del Mezzogiorno, principale diffusore della notizia. Dall’articolo, non a sorpresa, il comportamento del ragazzino viene interpretato come una sorta di modus vivendi della città intera mentre, in qualunque altra zona d’Italia, sarebbe stato stigmatizzato il comportamento del singolo.

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Giorgio Bocca ed il Sud-belva


L’ultima sparata dello pseudo-intellettuale più sopravvalutato del mondo, Giorgio Bocca, lascia ben intendere la sua mentalità becera, provinciale, troglodita e palesemente opportunista. Questo sciacallo parassita vomita ancora una volta il suo odio (non più tanto mascherato da “analisi”) nei confronti del Sud: Napoli è un cimiciaio e Palermo puzza di marcio; lo “scrittore” non si ferma qui, come farebbe ogni mammifero con un briciolo di dignità e morale: considera belve gli abitanti del Meridione e paragona se stesso quasi ad un “cacciatore” di notizie “grosse” che solo noi bestie “terrone” possiamo partorire, causa la nostra società degradata: grazie a noi mostri del Sud egli troverà sempre qualcosa su cui scrivere. Ma Bocca subito afferma che non c’è alcuna forma di “gratitudine” nelle sue parole: lui che ha scritto, ai limiti del vero, sulla nostra pelle, non può provare nulla per noi meridionali; i cacciatori non fraternizzano con le belve (a suo dire).

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I Re del Borseggio? Sul serio?!


Su National Geographic, noto canale satellitare, andrà in onda, il 25 Settembre, un documentario… più o meno vero sulla città di Napoli, intitolato “Napoli – I Re del Borseggio“.

Il titolo di per sé lascia ben intendere di cosa tratterà il tutto, ma le polemiche non si sono fatte attendere, in quanto si tratta di un prodotto non troppo realistico e rispettoso nei confronti della città; al contrario, risulta essere la solita parata di stereotipi e luoghi comuni, con tanto di attori per interpretarli e diffonderli, che continuano a dipingere il capoluogo partenopeo come il posto più invivibile e criminale del mondo; dove ogni persona cerca di fregarti appena la guardi negli occhi. Una fastidiosa criminalizzazione che non dovrà mai finire sugli schermi TV italiani, in quanto già ci bastano i nostri ipocriti TeleGiornali.

“Napoli, i Re del borseggio”. Un documentario accende la polemica
In onda domenica 25 settembre su National Geographic Channel. Roberta Inarta, Direttrice della Scuola di Cinema di Napoli: “Abbiamo fornito operatori ed attori, ma non sapevamo volessero denigrare la città”

L’appuntamento è per domenica 25 settembre alle 21.55 su National Geographic Channel. In onda, il documentario dedicato a Napoli e ai suoi “borseggiatori”. E lo speciale “Napoli, i Re del borseggio” viene pubblicizzato così: “A Las Vegas, Bob Arno meraviglia il suo pubblico con il suo numero di borseggio, ma non ha mai incontrato un vero ladro con il quale comparare le sue abilità. Fino a quando Bob ci porta a Napoli” […]

Vi riporto anche l’articolo scritto da Angelo Forgione sul suo noto blog, con tanto di petizione per fermare questo scempio televisivo privo di alcun fine.

Per finire, vorrei comunque precisare che qui nessuno si sogna di sminuire (o negare) i problemi di Napoli, che ci sono e si fanno sentire. Ma arrivare a queste mistificazioni del “solo a Napoli succede” infastidisce non poco noi persone oneste, stufe di questi stereotipi forzati, se non imposti.

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ATNEWS: Turisti americani, venite da noi non andate a Napoli! C’è lo zabaione!

[…] Tradizione, storia, paesaggio, cultura, cibo e tanto vino. Nessuno farà mai caso all’orologio che portate, o meglio, anche se vede al vostro polso un Rolex o un Patek Philippe non si sognerà mai di rubarvelo al costo di farvi fuori. Al massimo vi noterà se ne indossate uno per braccio; “sono americani” penserà […].

Che culo. Cӏ lo zabaione! E chi se lo perde!
Invito la redazione di AtNews a farsi un bel giro qui.

Borghezio si guadagna il suo stipendio…

Borghezio non ha mai pronunciato la frase che da il titolo al video qui linkato, ma il pensiero è  (sempre) quello.

Stavolta ha posto i soliti ideali razzisti in modo più “civile”. I problemi ci sono e la politica partenopea è veramente vergognosa, ma da quale pulpito arriva la predica… Il Leghista di turno conclude dicendo che, in base all'”esperienza”, Napoli non potrà mai cambiare / migliorare. Ora mi chiedo… ma quale esperienza, se non è mai stato fatto nulla? Se di Napoli si parla solo quando la si deve insultare? Piove sempre sul bagnato…