Schiavone: «In 20 anni saranno tutti morti»

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Circa 50 pagine, fino ad oggi top secret, di confessioni e rivelazioni circa il grande scempio che si sta consumando tra l’Agro Nolano e la Terra di Lavoro. Le falde acquifere, si lascia intendere, sono già contaminate e gli abitanti della zona, nel giro di 20 anni, ne sentiranno i disastrosi effetti sulla propria salute.

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“Stili di vita scorretti”, affermava, con poco tatto, la Lorenzin.
L’ennesima presa per il culo ai nostri danni.
E, anche stavolta, proveranno a farci passare come quel popolo omertoso che fa sempre finta di non vedere, benché la realtà sia completamente diversa.

La pagheranno cara.

Crepe sulla “Città-Vetrina”: Rifiuti ai Quartieri (e non solo)

Rifiuti ai QuartieriLa città-vetrina. Un concetto semplice, non sempre condivisibile, ma indispensabile per una città che vuole ripulire la propria immagine. E quando la città in questione è Napoli, di per sé una cartolina, ricca di simboli potentissimi, tale concetto, in seguito ai noti danni d’immagine, diventa una vera e propria necessità.
I servizi vengono centralizzati in un’area particolare della metropoli, magari il Centro Storico, o la strada principale, nell’ottica di avere un luogo sempre accogliente e con buoni servizi per cittadini e, nel nostro caso e soprattutto, turisti.
Certo, questo potrebbe comportare alcuni disagi nei quartieri più decentrati, fuori dalla “vetrina”, ma, vista la situazione, l’immagine da ripulire, il cittadino sospira e, per amore della propria città, accetta il compromesso. E non può che essere d’accordo.

A patto che tale concetto venga applicato.

Non c’è quindi da sorprendersi se sono ormai in maggioranza i Napoletani che, del sindaco De Magistris, non vogliono più sentirne parlare. Se, infatti, da un lato, l’ex-magistrato ha innegabilmente tentato di rilanciare l’immagine della città Partenopea con eventi di ogni genere, dall’altro, non è riuscito ad ultimare quell’idea di “vetrina” che, paradossalmente, gli è stata invece criticata fin dalla pedonalizzazione del Lungomare.

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Party al Palazzo con De Martino

Dopo aver perso l’occasione per chiedere scusa al prete anti-roghi, il Prefetto di Napoli,
Andrea De Martino, scuote nuovamente l’opinione pubblica. FanPage, popolarissimo giornale online (che ha sede nel capoluogo campano), ha pubblicato una foto (con articolo) nella quale sono visibili una manciata di auto blu parcheggiate, in sosta selvaggia, nella pedonale Piazza del Plebiscito, appena davanti al grande Palazzo Reale.

È venerdì 19 ottobre, in piazza Plebiscito, a Napoli, c’è uno strano via-vai di automobili. Strano perché la piazza è da oltre quindici anni chiusa al traffico veicolare. Che ci fa quella schiera di vetture parcheggiate sotto Palazzo Reale? La foto di Fanapage.it documenta questa circostanza. Qualche ora dopo sono due esponenti del partito politico dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e Carmine Attanasio a denunciare pubblicamente cos’è accaduto: c’è stata la festa d’addio di Andrea De Martino, il prefetto di Napoli che fra qualche giorno andrà in pensione.

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Signori si Nasce, Prefetto De Martino…

Scena imbarazzante quella segnalata da Angelo Forgione sul suo noto Blog. Mentre un prete espone i noti problemi legati ai rifiuti tossici ed ai rispettivi roghi-tumori, il prefetto De Martino sbotta e rimprovera l’uomo di chiesa per avere chiamato un prefetto-donna “Signora”. Una scena a mio parere scoraggiante: un persona come De Martino, che ostenta un comportamento (a mio parere) bigotto ed una presunzione disarmante, specialmente considerate le problematiche di cui si stava parlando, forse non è per nulla adatta a ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato…

Fogne che fanno Acqua

Ritorno dopo mesi di assenza, atteggiandomi a tuttologo.
Come ben sapete, ieri mattina (Venerdì 12 Ottobre, 2012), la nostra città è stata colpita da un violento nubifragio, causando notevoli disagi alla circolazione e non solo. Come accaduto in passato, un paio di Stazioni (della Metropolitana) si sono allagate, causando l’arresto dei servizi; a questo si è aggiunto un black-out che ha colpito, a macchia di leopardo, diverse zone del capoluogo. Da segnalare, inoltre, come l’ironia non si sia fatta attendere, con fotomontaggi, riferimenti sarcastici al #Lungomareliberato et similia.

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I Re del Borseggio? Sul serio?!


Su National Geographic, noto canale satellitare, andrà in onda, il 25 Settembre, un documentario… più o meno vero sulla città di Napoli, intitolato “Napoli – I Re del Borseggio“.

Il titolo di per sé lascia ben intendere di cosa tratterà il tutto, ma le polemiche non si sono fatte attendere, in quanto si tratta di un prodotto non troppo realistico e rispettoso nei confronti della città; al contrario, risulta essere la solita parata di stereotipi e luoghi comuni, con tanto di attori per interpretarli e diffonderli, che continuano a dipingere il capoluogo partenopeo come il posto più invivibile e criminale del mondo; dove ogni persona cerca di fregarti appena la guardi negli occhi. Una fastidiosa criminalizzazione che non dovrà mai finire sugli schermi TV italiani, in quanto già ci bastano i nostri ipocriti TeleGiornali.

“Napoli, i Re del borseggio”. Un documentario accende la polemica
In onda domenica 25 settembre su National Geographic Channel. Roberta Inarta, Direttrice della Scuola di Cinema di Napoli: “Abbiamo fornito operatori ed attori, ma non sapevamo volessero denigrare la città”

L’appuntamento è per domenica 25 settembre alle 21.55 su National Geographic Channel. In onda, il documentario dedicato a Napoli e ai suoi “borseggiatori”. E lo speciale “Napoli, i Re del borseggio” viene pubblicizzato così: “A Las Vegas, Bob Arno meraviglia il suo pubblico con il suo numero di borseggio, ma non ha mai incontrato un vero ladro con il quale comparare le sue abilità. Fino a quando Bob ci porta a Napoli” […]

Vi riporto anche l’articolo scritto da Angelo Forgione sul suo noto blog, con tanto di petizione per fermare questo scempio televisivo privo di alcun fine.

Per finire, vorrei comunque precisare che qui nessuno si sogna di sminuire (o negare) i problemi di Napoli, che ci sono e si fanno sentire. Ma arrivare a queste mistificazioni del “solo a Napoli succede” infastidisce non poco noi persone oneste, stufe di questi stereotipi forzati, se non imposti.

CleaNap VS Piazza Mercato

Una parte di Piazza Mercato da Palazzo Ottieri

L’ormai noto movimento CleaNap: Piazza Pulita continua a far parlare di sé, in positivo. Per Domenica 18 Settembre (dalle ore 10:00) affronterà un altro “boss” (non di Camorra, mind you), che stavolta ha preso la forma di un luogo molto amato ed importante per Napoli: Piazza Mercato.

Peccato che si sta parlando, senza esagerare, di una enorme cloaca.

I ragazzi di CleaNap, di cui ho stima eterna, dovranno armarsi di qualche bulldozer se hanno davvero intenzione di risistemare quel vero e proprio cesso. Puliranno i due obelischi vituperati e degradati all’ombra del tremendo Palazzo Ottieri, scempio architettonico figlio di Achille Lauro e di -appunto- Pasquale Ottieri (all’epoca assessore all’edilizia al comune), in piena speculazione edilizia; edificio che offende quel capolavoro del Barocco Napoletano che è invece la Chiesa del Carmine, “testimone” silenziosa di questo orrore. Come se non bastasse, la piazza in sé è un completo disastro e, per quanto possa amare Napoli, la sua storia ed il suo fascino, nulla mi fermerà dal dire che Piazza Mercato, per come è ridotta oggi, anche se non ci fosse il palazzaccio citato, risulta essere un posto brutto, ma brutto-brutto, circondato da edifici (anche antichi) e vicoli semi-distrutti e sventrati, sporchi e degradati, il tutto abbandonato a numerosi atti vandalici (come gli obelischi dalle sfingi decapitate!).

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