Crepe sulla “Città-Vetrina”: Rifiuti ai Quartieri (e non solo)

Rifiuti ai QuartieriLa città-vetrina. Un concetto semplice, non sempre condivisibile, ma indispensabile per una città che vuole ripulire la propria immagine. E quando la città in questione è Napoli, di per sé una cartolina, ricca di simboli potentissimi, tale concetto, in seguito ai noti danni d’immagine, diventa una vera e propria necessità.
I servizi vengono centralizzati in un’area particolare della metropoli, magari il Centro Storico, o la strada principale, nell’ottica di avere un luogo sempre accogliente e con buoni servizi per cittadini e, nel nostro caso e soprattutto, turisti.
Certo, questo potrebbe comportare alcuni disagi nei quartieri più decentrati, fuori dalla “vetrina”, ma, vista la situazione, l’immagine da ripulire, il cittadino sospira e, per amore della propria città, accetta il compromesso. E non può che essere d’accordo.

A patto che tale concetto venga applicato.

Non c’è quindi da sorprendersi se sono ormai in maggioranza i Napoletani che, del sindaco De Magistris, non vogliono più sentirne parlare. Se, infatti, da un lato, l’ex-magistrato ha innegabilmente tentato di rilanciare l’immagine della città Partenopea con eventi di ogni genere, dall’altro, non è riuscito ad ultimare quell’idea di “vetrina” che, paradossalmente, gli è stata invece criticata fin dalla pedonalizzazione del Lungomare.

Appunto. La Giunta attuale si è sempre battuta fieramente più per una Napoli a misura di turista (ora anche dal mare, con il Bateau Mouche), ché del cittadino. Approccio comprensibile. Tuttavia, è chiaro a tutti che una città non potrà mai essere al servizio del turista, se lo è a stento del cittadino che la abita.

Ed ecco che tutti quei discorsi sulla città-vetrina, necessari visto l’enorme danno di immagine causato dall’emergenza rifiuti, diventano ora un colossale auto-gol, considerando che servizi e manutenzione iniziano a venire a mancare non solo nelle periferie, ma anche nella tanto sbandierata “vetrina”.

Se si è già parlato moltissimo delle condizioni della Riviera di Chiaia, bisognerebbe rincarare la dose mostrando i cumuli dei rifiuti comparsi, in questi giorni, nei Quartieri Spagnoli. Accumulatosi in pochi giorni, nessuno viene a ritirarli. I cittadini hanno segnalato a chi di dovere (ASIA, Polizia Ambientale, ecc.), ma non sono mancati incendi dolosi (con l’aria tossica che ne deriva), per non parlare di alcuni loschi figuri pronti, a loro volta, a minacciare chi invece cerca di denunciare tali inadempienze.

A quel punto, politica a parte, il cittadino si rende conto di aver “sopportato” fin troppo.
Se prima, per amore di Napoli e dei suoi monumenti, comprendeva il ragionamento che c’era dietro la “vetrina”, magari “giustificando” eventuali disagi nelle zone più decentrate della città, nella speranza di vedere una maggiore attenzione per i luoghi turistici, quando anche la “vetrina” viene svelata come altrettanto sporca e malandata, allora la rabbia e la delusione si fanno strada. E questo rischia di essere un punto di non ritorno, per il sindaco, ormai avviatosi al baratro della disillusione.
E per buone ragioni.

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