Al Pacino, Napoli e Bronx


Su (più di una) richiesta di De Magistris, immortalata in un involontariamente divertente video sottotitolato, Al Pacino accetta di presentare la prima del suo nuovo film, Wilde Salome, al nostrano Teatro San Carlo. La presenza del grande attore italoamericano risulterà cruciale per l’imminente Forum delle Culture, nonché per un ulteriore passo avanti per l’immagine di Napoli, sempre più lontana dalla vergogna dell’emergenza rifiuti, spettro comunque ancora dietro l’angolo, anche se attualmente sotto controllo.

Fa relativamente discutere, però, l’affermazione di Pacino riguardo la stessa Napoli: “Mi ricorda il Bronx, luogo dove sono cresciuto” ha detto, affettuosamente, l’attore. Una parte di lettori si è immediatamente indignata, disgustata da questo paragone. Tuttavia, noi Napoletani siamo caduti nel “tranello” in cui cadono tutte le persone delle quali ci consideriamo al di sopra, ovvero quello dei luoghi comuni.

Il Bronx è un noto quartiere di New York, noto per essere una zona particolarmente difficile e disagiata. Tuttavia, questa “etichetta” risulta più o meno imposta, in quanto tale zona della Grande Mela presenta rilevanti attività culturali nel campo della musica e del teatro, ed il tasso di criminalità sta attualmente decrescendo notevolmente.
Non va assolutamente confuso con il Bronx di San Giovanni a Teduccio, come dimostrano i diffusi graffiti che quasi ostentano orgogliosamente l’appartenenza al mondo del crimine (in questo caso è il Bronx oltre-oceano, con il quale è stato attuato questa sorta di gemellaggio non-ufficiale, che dovrebbe offendersi).

Tralasciando ovviamente il fatto che Napoli sia una capitale europea, ricchissima di monumenti, storia e arte, qualità che l’intera New York non potrà mai soddisfare (essendo quest’ultima una capitale dell’economia mondiale con ben altri aspetti positivi), il paragone con il Bronx non deve disturbarci più di tanto. Ricordiamoci che, con Gomorra (e non solo), la nostra città è stata ufficialmente portata, indegnamente, allo stesso livello delle metropoli più pericolose del mondo. E, nonostante questo, Al Pacino ha paragonato la nostra città ad un quartiere sì disagiato, ma vivo e desideroso di riscatto.
Comunque, in futuro, spero che qualcuno ricomincerà paragonare la nostra città a Roma, Parigi o ad altre grandi capitali, in quanto il nostro patrimonio storico-artistico parla da sé: magari Pacino, una volta qui di noi comincerà a vedere anche la Napoli città d’arte e non solo la Napoli disagiata

Come ultima nota, invito il noto sub-proletariato partenopeo (da sempre nostra rovina) a non vedere Al Pacino come il “fighissimo mafioso” di turno (che ha più volte interpretato magistralmente) da imitare ed idolatrare, come di solito siete abituati a fare…

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4 thoughts on “Al Pacino, Napoli e Bronx

  1. Difficile paragonare città così profondamente differenti…
    le metropoli di oltre Oceano non hanno storia nè monumenti antichi ma offrono comunque skyline mozzafiato ed opere di architettura, seppur moderne o contemporanee, eccezionali.
    Napoli ovviamente non ha paragoni… votatela fra le 7 wonders cities mondiali !!!! 😉
    Fabrizio
    laboratorionapoletano.com

  2. “Tralasciando ovviamente il fatto che Napoli sia una capitale europea, ricchissima di monumenti, storia e arte, qualità che l’intera New York non potrà mai soddisfare”…caro autore ma ci sei mai stato a New York???

    • Eh?
      Sono due città diversissime!

      A New York ci sono tracce di Magna Grecia? No.

      Ed a Napoli ci sono magnifici esempi di Art déco (per dirne una)? No.

      Ma di cosa stiamo parlando?
      In Europa non c’è niente di paragonabile a quella capitale mondiale che è New York.
      La Grande Mela è senza dubbio una delle maggiori pioniere nel campo dell’architettura, ben prima dell’edificio Chrysler. E vogliamo parlare anche dei numerosi Musei che quella città ospita?

      Temo tu abbia frainteso quella frase del mio articolo.
      Non ho detto che Napoli regna su New York.
      Ad onor del vero, non ho neanche detto il contrario.
      Ma questo perché si tratta di due realtà troppo differenti.

      E, per quello che vale, non ho neanche lontanamente pensato di dire che New York sia una città che non ha niente da offrire. Ma per chi mi hai preso?

      PS: Ironia della sorte, la napoletana Via Toledo (oggi Via Roma, più o meno…) venne proprio paragonata a Broadway (la avenue) dallo scrittore americano (Newyorkese) Hermann Melville.

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