Secessione e Principati

Salerno

Ah, la secessione. Ultimamente va così di moda, piace così tanto. E piace ancora di più se la secessione avviene perché qualcuno vuole staccarsi dalla realtà di una Napoli che danneggia l’immagine dell’universo. Salernitani accusatori di “Napolicentrismo” (?!) già da tempo accarezzano quest’idea, per mascherare ovviamente il razzismo sempre più diffuso e fastidioso nei confronti del capoluogo partenopeo. Ma il punto non è proprio questo…

Questi “accusatori” non sono diversi da Leghisti e dai Neoborbonici, con la differenza che questi “secessionisti” odiano il loro diretto vicino di casa. E’ noto il campanilismo/rivalità che c’è, storicamente, tra Napoli e Salerno. Quest’ultima, altra città del Sud dai grandi primati, sta vivendo un momento di rinascita, dal punto di vista turistico ed urbanistico, grazie soprattutto al suo sindaco, Vincenzo De Luca, che tanto promuove questo tipo di sviluppo fine a dare a Salerno un ruolo, che merita, molto più importante nella Campania e nell’Italia tutta (nota personale: io votai per lui…).

Da un grande sviluppo, deriva gente che si monta la testa (del resto, così succede in tutte le maggiori città). E qui entra in gioco Edmondo Cirielli, nato a Nocera Inferiore, presidente della provincia di Salerno, PDL, che ha preso la fastidiosa abitudine (ormai diffusa in tutta la penisola) di “somatizzare” in Napoli ogni lacuna, ogni danno, ogni turista in meno, parlando anche di “Napolicentrismo” (che non esiste da 150 anni) su cui anche Vincenzo De Luca giurò odio eterno. Inconfutabile è la tesi secondo cui nel capoluogo partenopeo, e nella sua provincia, si vivrebbe peggio che in altre zone Campania e ci sia più corruzione, situazione di degrado morale e civile dalla quale la seconda città della Campania vorrebbe staccarsi il prima possibile, in vista delle sue opere faraoniche. A tal proposito, (ri)nasce il Principato di Salerno, un movimento nostalgico devoto alla secessione dalla storica rivale causa di tutti i mali, un movimento che maschera (più o meno) un razzismo cronico ed incurabile (“Napoli è un cancro” ecc.), un po come fa l’emergenza rifiuti con i rapporti tra l’immondizia e la camorra. Del resto, Cirielli, la stessa persona che considera i Partigiani degli anti-democratici a favore di una dittatura sovietica, ha più volte affermato di “non voler morire Napoletano“. Ma infatti non lo è. I Salernitani non sono Napoletani e vice-versa. La gente che si esprime così sembra complessata, un po come la Lega che vuole fondare la Padania.
Ricordiamoci che è del PDL che stiamo parlando…

NO Campania

Le bellezze indiscusse del vastissimo territorio Salernitano (che vanno dalla splendida Costiera Amalfitana all’enorme e misterioso Cilento) si allontanerebbero, con questa secessione, dal mostro-Napoli, che nel bene e nel male danneggia troppo l’immagine di una Salerno che cerca (giustamente) di dissociarsi da certi problemi. “Noi non siamo Napoletani“, si sente spesso dire, ma se il resto degli Italiani non distingue Salerno da Napoli, ed il turista straniero neanche si chiede “a chi appartiene” Amalfi, non si può incolpare un popolo intero, definirlo un “cancro” (ispirati da Brunetta) e dare libero sfogo a questo becero campanilismo. Se Salerno ha gli attributi (e li ha), non c’è bisogno di razzismo o di una ridicola secessione, e sono abbastanza sicuro che in pochi anni si sentirà parlare moltissimo (anzi, ancora di più) e bene di questa “seconda” città della Campania, alla faccia di chi vede il meridione come una palla al piede.

Quindi, il punto è questo. Ignorate Cirielli, amici Salernitani; il secessionismo è anacronistico e da mentalità chiuse; solo i Napoletani sono Napoletani; solo i Milanesi sono Milanesi. Voi siete Salernitani, potete stare tranquilli. Nessuno di voi morirà Napoletano. La colpa è dei mass-media che fanno vedere solo il male della Campania, ignorando il bene delle province e della stessa Napoli. Il “Napolicentrismo” non esiste, è solo propaganda politica.

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2 thoughts on “Secessione e Principati

  1. Ciao, Antonio.
    Innanzitutto grazie.

    Il mio voleva essere un attacco a tutti i secessionismi/secessionisti locali (spesso estremi) ed alla mentalità del “è colpa di altri” molto diffusa in tutta la nostra splendida regione; mentalità che io, in Provincia di Napoli, mi trovo spesso ad affrontare e disprezzare (“E’ colpa dello stato”, “E’ colpa dell’Unità d’Italia” ecc.).
    Il “Napolicentrismo”, come questione puramente economica, non ho dubbi che sia rilevante. Ho voluto invece far notare come ultimamente si stia trasformando in una solita questione di odio e di “razza” (il noto razzismo sdoganato, quando si parla di Napoli), il tutto rappresentato dal menzionato Cirielli.

    Fatta questa precisazione, più che rinascita, Napoli ha bisogno di qualcuno che la scuota un po, che la schiaffeggi, come quando una persona dalle grandi capacità sta praticamente dormendo senza fare nulla: non è morta, sta dormendo, il che è molto peggio.
    E’ quello che De Luca ha fatto con Salerno, dando a questa città un ruolo, che le spetta, molto più di rilievo nel panorama turistico dell’Italia tutta, avviandosi verso una realtà decisamente più europea.

    Speriamo bene.
    Il benessere porta solo altro benessere.

    Ci si legge. 🙂

  2. Il “Napolicentrismo” esiste, eccome. è inutile che il pur bravo e sobrio autore di questo articolo si affanni a sostenere il contrario.napoli fagocita risorse inimmaginabili,e spesso ne fa un pessimo uso (la dimostrazione di ciò è sotto i nostri occhi,quotidianamente).che poi vi sia una certa demagogia antipartenopea condotta agli estremi,è fatto altrettanto indiscutibile. su cirielli cosa dire?il nulla si riflette nel nulla.comunque sia,auguri a napoli di una pronta rinascita(il forum delle culture sarà un’occasione unica in tal senso)e alla mia salerno di ritrovare lo splendore del principato,

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