Brutti Rifiuti

immondizia

Una vecchia immagine dell'emergenza, lungi comunque dall'essere risolta.

Quello dell’immondizia è diventato ormai il problema simbolo di Napoli, più massacrante e distruttore d’autostima di uno scippatore o di un neomelodico, perché la “monnezza” rappresenta il livello massimo d’indifferenza e di degrado, gettando vergogna e schifo sulle indiscusse bellezze che costellano la Campania tutta. E’ un problema che s’intreccia cordialmente con la camorra, la quale è già stata molto utile sversando liquami di dubbia natura sotto le nostre campagne. E gli effetti si vedono.

Di fronte ad uno scenario così complesso, la raccolta differenziata sembra solo un piombino sparato contro un treno in corsa, ed oggi, in un giorno di Marzo pazzerello, Napoli rivive l’incubo dei rifiuti, un incubo dal quale, a dire il vero, non si è mai svegliata. La discarica di Chiaiano chiude temporaneamente per lavori di stabilizzazione, lasciando alle rimanenti il compito di ricevere l’immondizia; l’Asia (l’azienda di igiene del comune) non riesce comunque a raccogliere regolarmente i rifiuti di tutta la città, specialmente nella zona orientale e settentrionale del comune. Io stesso sono testimone oculare di un cumulo di rifiuti a Via Toledo, mentre altri cassonetti del centro risultano già fin troppo pieni.

La provincializzazione della raccolta dei rifiuti, in un panorama già ampiamente disastrato, è stata una vera e propria decisione controproducente imposta a fini non ben chiari, in quanto alcuni comuni nella provincia di Napoli e Caserta, con spesso alte percentuali di raccolta differenziata, erano perfettamente in grado di gestire e raccogliere la propria spazzatura. In tempi -si fa per dire- non sospetti, un comune del casertano venne commissariato proprio quando il suo sindaco si oppose alla provincializzazione, e questa “coincidenza” la dice lunga sul livello delle persone che governano la Campania.

Ed ora si parla di una possibile “sprovincializzazione”.
Forse l’incompetenza di certa gente, a differenza di quanto avviene a livello nazionale, è diventata talmente palese da far riflettere su certe decisioni.

Intanto, noi continuiamo a fare la differenziata ed a lottare per la raccolta porta a porta, alla faccia di chi ci vuole male.

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