Vomero senza polmoni

floridiana

E’ recente la notizia che annuncia la chiusura a tempo indeterminato della storica tenuta borbonica, oggi adibita a parco ed unico polmone verde di quartieri altamente costruiti ed urbanizzati come il Vomero.

Una città che si vede sempre più soffocata dallo smog, decide di chiudere uno dei suoi parchi più noti per motivi da terzo mondo. Vengono in mente i Giardini della Principessa Jolanda e quelli del Molosiglio, all’ombra del Palazzo Reale…

NAPOLI – La primavera arriva oggi 21 marzo, come ogni anno. Ma i napoletani, almeno temporaneamente, dovranno fare a meno della villa Floridiana al Vomero, polmone verde del quartiere collinare partenopeo e abituale ritrovo delle «belle giornate» primaverili.

Chiusa a tempo indeterminato «per motivi di sicurezza» l’ex tenuta borbonica, dove oggi c’è il museo del duca di Martina, a causa, dicono dalla direzione, di alcuni alberi pericolanti. Dalla Floridiana spiegano che nei giorni scorsi è caduto un arbusto e che la messa in sicurezza potrebbe avvenire in questi giorni. Un cartello apposto ai due ingressi del parco (a via Cimarosa e a via Aniello Falcone) comunica il temporaneo disservizio e la possibilità di visitare il museo del duca di Martina negli orari stabiliti (perché in quella zonadel parco non ci sono alberi pericolanti).

Ma il problema, in realtà, sarebbe politico, come spiega l’assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli. «La caduta degli alberi è di natura fisiologica – dice l’assessore Gennaro Nasti -; il vero nodo è che, dopo i recenti tagli del ministero dei Beni Culturali, non ci sono più soldi per la manutenzione del parco. La Floridiana è infatti di competenza della Soprintendenza, così come il parco di Capodimonte a Napoli. Nel 2003 c’era stato già c’era stato un tentativo di chiudere la Floridiana e di far pagare un biglietto d’ingresso. Il Comune intervenne e offrì un servizio di manutenzione, scongiurando la chiusura del parco. Recentemente il contratto di collaborazione è stato rescisso e dalla Floridiana hanno fatto capire di potercela fare da soli. Evidentemente non è stato così. La chiusura della Floridiana a tempo indeterminato è un fatto clamoroso e incredibile: non si possono privare 150 mila abitanti tra Vomero e Arenella del loro unico gran polmone verde, all’ingresso della primavera. L’assessorato all’Ambiente chiede un pronto intervento del Ministero dei Beni Culturali».

Non è mai accaduto, dal 1815, che il parco della Floridiana chiudesse a «tempo indeterminato». Proprio nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone acquistò l’ampio appezzamento sulla collina del Vomero per la neo moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia vedova del principe Benedetto III Grifeo di Partanna. L’architetto Antonio Niccolini ebbe l’incarico di ristrutturare una vecchia costruzione preesistente e tra il 1817 e il 1819 realizzò la villa in stile neoclassico e l’ampio parco di stile romantico. I viali e i sentieri furono sistemati dal direttore dell’Orto Botanico Friedrich Dehnhardt che ornò il parco con 150 specie di piante tra cui lecci, pini, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie.

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