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Inauguriamo questo blog dal ruolo non ben chiaro con una digressione su ciò che è stato più o meno fatto per il centocinquantesimo compleanno dell’Italia.

Molte città del Bel Paese si sono vestite a festa per onorare il tricolore e tutti i nostri simboli più amati ed apprezzati nel mondo. Le tre capitali “storiche” Torino, Firenze e l’attuale Roma, quest’ultima in particolar modo per ovvi motivi, si sono distinte con festeggiamenti molto più vari ed apprezzati. Esponenti politici di rilievo, alcuni accolti tra fischi ed urla, hanno omaggiato la tanto decantata Unità de nostro paese. Altri politici stipendiati da tutti noi Italiani, ma che in realtà dall’Italia vorrebbero liberarsi, hanno ulteriormente confermato la loro stupidità ed ignoranza.

In un giorno così importante, in un periodo dove le pulsioni secessioniste si fanno sempre più sentire, come si è comportata la città che, prima delle sue “sorelle” sparse per la penisola, era considerata una capitale europea al pari di Parigi? La città che ancora oggi tiene il broncio più per i torti che subisce che per quelli subiti?

A Napoli, manco a farlo a posta, purtroppo, l’offerta non è stata al pari delle altre città italiane, ma eventi e manifestazioni interessanti non sono comunque mancati:  notte bianca, musei aperti, spettacoli al San Carlo, presentazioni di libri. Piazza Dante festeggia il centocinquantesimo con i Systemania (ribrezzo) e vari ospiti rispettosi che lottano contro i mali del Sud,  il tutto nonostante la pioggia che, ironia della sorte, viene a colpire “la città del Sole” proprio nell’anniversario di un avvenimento ancora considerato, da molti, falso e controverso. Ci manca solo che crolli qualcosa di Borbonico proprio il giorno del compleanno del’Italia… ah no, effettivamente è successo anche questo. Se qualcuno vuole vederci un significato mistico, in tutto ciò, si faccia avanti.

A completare il mosaico non potevano appunto mancare loro, i neobobbonici con le tanto annunciate contro-celebrazioni che, almeno io, non ho notato da nessuna parte; o forse erano talmente in pochi che sarebbe stato impossibile notarli anche con tutto l’impegno del mondo.

Tutto sommato poteva andare peggio.
Ma non mi stupisco se spesso, perfino io, che dei secessionisti non voglio neanche parlare, questa festeggiatissima Unità d’Italia me la devo far rispiegare con calma.

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2 thoughts on “150

  1. Salve io sono del nord, ma di politica non mi interesso, posso però confermare che la maggior parte della gente leghista è ignorante. Pensa… io non ho potuto nemmeno festeggiare l’unità d’Italia perchè il mio datore di lavoro non ha voluto saperne di fare festa per i 150 anni.

    • Ciao.
      Grazie per la visita e per il commento.
      Non facciamoci mettere i piedi in testa a chi vuole male all’Italia, che siano leghisti del Nord o del Sud.
      C’è troppa gente ignorante nel nostro Paese.

      Buon Centocinquantesimo (o, semplicemente, Buona Domenica) 😉

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